La sfida della ricarica lungo i corridoi
La transizione verso la mobilità elettrica sta ridisegnando il rapporto tra le grandi infrastrutture di trasporto e il sistema energetico. Se la diffusione dei veicoli elettrici procede a ritmi sostenuti in tutta Europa, il vero collo di bottiglia non è più soltanto il costo delle batterie, bensì la disponibilità di una rete di ricarica capillare, affidabile e alimentata da fonti pulite. Il regolamento europeo AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) impone la presenza di stazioni di ricarica ad alta potenza a intervalli regolari lungo la rete transeuropea dei trasporti, il cosiddetto corridoio TEN-T. Rispettare questi obiettivi significa portare potenza elettrica in punti spesso distanti dai centri urbani, dove il potenziamento della rete tradizionale è complesso e oneroso.
È in questo scenario che l'integrazione della generazione rinnovabile direttamente nelle infrastrutture di trasporto assume un valore strategico. Autostrade e ferrovie occupano vaste superfici lineari — scarpate, barriere, coperture, aree di servizio — che possono ospitare impianti fotovoltaici senza sottrarre suolo all'agricoltura o al paesaggio. Quella stessa energia, generata a pochi metri dai punti di consumo, può alimentare la ricarica dei veicoli riducendo la dipendenza dai potenziamenti di rete.
Generare dove si consuma
Il principio che guida l'approccio di Green Ways S.r.l. è la prossimità tra produzione e consumo. Le tecnologie brevettate della società — a partire dai sistemi fotovoltaici KimaSOL e KimaSolRing — sono progettate per integrarsi negli elementi propri dell'infrastruttura, trasformando superfici altrimenti inutilizzate in punti di generazione distribuita. Applicato ai corridoi autostradali, questo modello consente di immaginare aree di servizio in cui l'energia solare prodotta in loco contribuisce ad alimentare le colonnine di ricarica, con benefici in termini di efficienza e resilienza.
Un impianto di ricarica ad alta potenza richiede picchi di assorbimento significativi. Affiancare alla connessione di rete una fonte rinnovabile locale e un sistema di accumulo consente di gestire questi picchi in modo più flessibile, riducendo la sollecitazione sulla rete pubblica. In questo contesto si inserisce la tecnologia NYRA di Green Ways, un sistema di accumulo ad aria compressa che non ricorre a batterie chimiche: una soluzione che punta a immagazzinare l'energia prodotta nelle ore di maggiore irraggiamento per renderla disponibile quando la domanda di ricarica è più intensa.
Un modello coerente con le politiche europee
L'orientamento delle istituzioni europee e italiane rafforza la logica di questa integrazione. Il Green Deal europeo e il pacchetto "Fit for 55" fissano traguardi ambiziosi di decarbonizzazione dei trasporti, mentre il PNRR ha destinato risorse rilevanti sia all'infrastruttura ferroviaria sia allo sviluppo della mobilità sostenibile. Sul fronte energetico, gli obiettivi nazionali al 2030 prevedono una crescita marcata della quota di rinnovabili, per la quale ogni superficie disponibile — comprese quelle delle infrastrutture lineari — può fornire un contributo.
Diversi operatori del settore, a livello europeo, stanno esplorando l'integrazione tra generazione solare e infrastrutture di trasporto. Il Gruppo FS, ad esempio, ha reso pubblici piani per l'installazione di capacità fotovoltaica lungo i propri asset. Questa convergenza segnala un cambio di paradigma: le infrastrutture di trasporto non sono più soltanto consumatrici di energia, ma possono diventare esse stesse nodi attivi del sistema energetico.
Dalla generazione al monitoraggio intelligente
La gestione di sistemi così articolati — generazione, accumulo, ricarica — richiede un elevato livello di intelligenza operativa. La piattaforma Gevy sviluppata da Green Ways integra sensoristica IoT e algoritmi di intelligenza artificiale per il monitoraggio in tempo reale degli impianti, consentendo di ottimizzare i flussi energetici, prevedere le esigenze di manutenzione e massimizzare la disponibilità delle infrastrutture. In un corridoio di ricarica, dove l'affidabilità del servizio è determinante per l'esperienza dell'utente, questa capacità di supervisione digitale rappresenta un fattore abilitante.
La combinazione tra generazione integrata, accumulo senza batterie chimiche e monitoraggio digitale delinea un modello di infrastruttura energetica coerente con i principi dell'economia circolare e dell'uso efficiente delle risorse. È un approccio che risponde a una domanda concreta: come portare energia pulita là dove serve, senza gravare ulteriormente su reti e territori.
Una prospettiva industriale
Green Ways S.r.l., PMI innovativa con sede a Roma e parte del gruppo Adamant Holding Inc., sviluppa un portafoglio di oltre dodici famiglie brevettuali dedicate all'integrazione delle rinnovabili nelle infrastrutture di trasporto. Il percorso di validazione tecnologica in corso — che include il Memorandum d'Intesa con RFI e il progetto pilota EKO Energy Hub presso il circuito di prova di Bologna San Donato — costituisce la base sperimentale su cui costruire applicazioni sempre più mature.
La mobilità elettrica lungo i corridoi europei è una delle sfide in cui questo modello può esprimere il proprio valore. Non si tratta di sostituire la rete elettrica, ma di affiancarla con un tessuto di generazione distribuita che sfrutta risorse già esistenti — le superfici delle infrastrutture — per avvicinare l'energia pulita ai punti di consumo. In una fase in cui l'Europa accelera sulla decarbonizzazione dei trasporti, la capacità di integrare produzione, accumulo e intelligenza digitale nelle arterie della mobilità rappresenta un terreno di innovazione destinato a crescere.
The charging challenge along transport corridors
The shift to electric mobility is reshaping the relationship between major transport infrastructure and the energy system. While electric vehicle adoption is advancing steadily across Europe, the real bottleneck is no longer the cost of batteries alone, but the availability of a dense, reliable charging network powered by clean sources. The European AFIR regulation (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) requires high-power charging stations at regular intervals along the trans-European transport network, the so-called TEN-T corridors. Meeting these targets means delivering electrical power to points that are often far from urban centres, where reinforcing the conventional grid is both complex and costly.
It is against this backdrop that integrating renewable generation directly into transport infrastructure takes on strategic value. Motorways and railways occupy vast linear surfaces — embankments, barriers, canopies, service areas — that can host photovoltaic systems without taking land from agriculture or the landscape. That same energy, generated only metres from the point of consumption, can power vehicle charging while reducing dependence on grid upgrades.
Generating where consumption happens
The principle guiding Green Ways S.r.l.'s approach is proximity between production and consumption. The company's patented technologies — beginning with its KimaSOL and KimaSolRing photovoltaic systems — are designed to integrate into the infrastructure's own elements, turning otherwise unused surfaces into points of distributed generation. Applied to motorway corridors, this model makes it possible to envisage service areas where locally produced solar energy helps power charging stations, with benefits in efficiency and resilience.
A high-power charging installation demands significant peaks in electricity draw. Pairing the grid connection with a local renewable source and a storage system allows these peaks to be managed more flexibly, easing the strain on the public network. This is where Green Ways' NYRA technology comes in — a compressed-air storage system that dispenses with chemical batteries, aiming to store energy generated during peak sunlight hours and make it available when charging demand is most intense.
A model aligned with European policy
The direction of European and Italian institutions reinforces the logic of this integration. The European Green Deal and the "Fit for 55" package set ambitious targets for decarbonising transport, while Italy's National Recovery and Resilience Plan (PNRR) has allocated substantial resources both to railway infrastructure and to sustainable mobility. On the energy side, national 2030 targets call for a marked increase in the share of renewables, to which every available surface — including those of linear infrastructure — can contribute.
A number of operators across Europe are exploring the integration of solar generation with transport infrastructure. Italy's FS Group, for instance, has made public its plans to install photovoltaic capacity along its own assets. This convergence signals a paradigm shift: transport infrastructure is no longer merely a consumer of energy, but can itself become an active node of the energy system.
From generation to intelligent monitoring
Managing systems as intricate as these — generation, storage, charging — requires a high level of operational intelligence. The Gevy platform developed by Green Ways combines IoT sensors and artificial-intelligence algorithms for real-time monitoring of installations, making it possible to optimise energy flows, anticipate maintenance needs and maximise infrastructure availability. In a charging corridor, where service reliability is decisive for the user experience, this capacity for digital oversight is an enabling factor.
The combination of integrated generation, storage without chemical batteries and digital monitoring outlines a model of energy infrastructure consistent with the principles of the circular economy and the efficient use of resources. It is an approach that answers a concrete question: how to bring clean energy to where it is needed, without placing further burden on grids and territories.
An industrial perspective
Green Ways S.r.l., an innovative SME based in Rome and part of the Adamant Holding Inc. group, is developing a portfolio of more than twelve patent families dedicated to integrating renewables into transport infrastructure. The technological validation currently under way — including the Memorandum of Understanding with RFI (Rete Ferroviaria Italiana) and the EKO Energy Hub pilot project at the Bologna San Donato test circuit — provides the experimental basis on which to build increasingly mature applications.
Electric mobility along Europe's corridors is one of the challenges where this model can prove its worth. The aim is not to replace the electricity grid, but to complement it with a fabric of distributed generation that draws on resources already in place — the surfaces of infrastructure — to bring clean energy closer to the points of consumption. At a time when Europe is accelerating the decarbonisation of transport, the ability to integrate production, storage and digital intelligence into the arteries of mobility represents a field of innovation set to grow. Each charging point served in part by local generation is a small step towards decoupling the expansion of electric mobility from the constraints of grid reinforcement.
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