Dalla generazione centralizzata all'energia condivisa
Il sistema energetico italiano sta attraversando una trasformazione profonda. Al modello storico, fondato su grandi impianti centralizzati e su un flusso di energia a senso unico verso i consumatori, si affianca oggi un paradigma distribuito, in cui la produzione avviene sempre più vicino ai punti di consumo. In questo contesto le comunità energetiche rinnovabili (CER) rappresentano uno degli strumenti più promettenti introdotti dal quadro normativo europeo e recepiti in Italia, con l'obiettivo di consentire a cittadini, imprese ed enti pubblici di produrre, condividere e autoconsumare energia pulita a livello locale.
Le infrastrutture di trasporto — ferrovie e autostrade — costituiscono un terreno naturale per questo modello. Si tratta di corridoi lineari che attraversano il territorio nazionale per decine di migliaia di chilometri, con superfici disponibili, punti di connessione alla rete e carichi elettrici distribuiti lungo il tracciato. Integrare la generazione rinnovabile in questi assi significa non solo produrre energia dove serve, ma anche abilitare nuove forme di condivisione tra i soggetti che gravitano attorno alle infrastrutture.
Che cosa è una comunità energetica
Una comunità energetica è un soggetto giuridico che riunisce più utenti — famiglie, piccole e medie imprese, amministrazioni locali — collegati alla medesima porzione di rete di distribuzione. I membri installano o partecipano a impianti da fonti rinnovabili e condividono l'energia prodotta, beneficiando di incentivi sull'energia autoconsumata a livello collettivo. L'obiettivo dichiarato dalla normativa europea non è finanziario in senso stretto, bensì ambientale, economico e sociale: ridurre le emissioni, contenere i costi per i partecipanti e trattenere sul territorio il valore generato.
Il principio dell'autoconsumo condiviso è particolarmente efficace quando la produzione e il consumo sono contigui nel tempo e nello spazio. Le infrastrutture di trasporto presentano proprio questa caratteristica: stazioni, gallerie, aree di servizio, sottostazioni elettriche e sistemi di segnalamento assorbono energia in modo continuo, mentre le ampie superfici lungo i tracciati offrono spazio per la generazione fotovoltaica senza sottrarre suolo ad altri usi.
Il potenziale dei corridoi lineari
Secondo le analisi di settore, l'Italia dispone di una rete ferroviaria di circa sedicimila chilometri e di oltre settemila chilometri di autostrade. A questi si aggiungono migliaia di ettari di aree di pertinenza — scarpate, barriere, piazzali, coperture — potenzialmente idonee all'installazione di impianti solari. Il Gruppo FS ha pubblicamente indicato l'ambizione di sviluppare capacità fotovoltaica sulle proprie aree, mentre il PNRR e gli obiettivi nazionali al 2030 spingono verso una crescita significativa della capacità rinnovabile installata.
La logica della comunità energetica aggiunge a questo potenziale una dimensione ulteriore. Non si tratta soltanto di produrre energia per l'autoconsumo del gestore infrastrutturale, ma di costruire ecosistemi locali in cui l'energia generata lungo un tratto ferroviario o autostradale possa essere condivisa con i comuni attraversati, con le imprese insediate nelle vicinanze e con le utenze pubbliche. Il corridoio di trasporto diventa così una dorsale energetica, oltre che di mobilità.
Tecnologie integrate al servizio del territorio
Perché questo modello funzioni servono soluzioni tecnologiche progettate per l'ambiente infrastrutturale, capaci di generare, immagazzinare e gestire l'energia in condizioni operative complesse. Green Ways sviluppa un portafoglio di tecnologie brevettate concepite proprio per questo contesto.
- KimaSOL e KimaSolRing: soluzioni fotovoltaiche pensate per l'integrazione lungo tracciati e superfici infrastrutturali.
- NYRA: sistema di accumulo ad aria compressa, privo di batterie, per gestire lo sfasamento tra produzione e consumo senza ricorrere a componenti soggetti a rapido degrado.
- Gevy: piattaforma di monitoraggio basata su IoT e intelligenza artificiale, essenziale per coordinare flussi energetici distribuiti e verificare le quote di condivisione all'interno di una comunità.
- SMOX: tecnologia di valorizzazione energetica dei rifiuti, in ottica di economia circolare.
La combinazione di generazione, accumulo e monitoraggio intelligente è ciò che rende tecnicamente credibile una comunità energetica su scala infrastrutturale: senza capacità di stoccaggio l'energia rinnovabile resta intermittente, e senza monitoraggio puntuale la condivisione tra più soggetti diventa difficile da rendicontare.
Un banco di prova concreto
Il percorso di validazione tecnologica passa anche da progetti pilota. Green Ways ha sottoscritto un Protocollo d'Intesa con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per lo sviluppo dell'EKO Energy Hub presso il circuito di prova di Bologna San Donato, un ambiente controllato in cui sperimentare l'integrazione delle diverse tecnologie in condizioni ferroviarie reali. Iniziative di questo tipo sono decisive per trasformare un modello concettuale — la comunità energetica lungo il corridoio — in una configurazione tecnica replicabile.
Le condizioni per la scalabilità
La diffusione delle comunità energetiche lungo i corridoi di trasporto dipenderà da alcuni fattori abilitanti. Sul piano normativo, la stabilità e la chiarezza degli schemi incentivanti sono determinanti per attrarre investimenti di lungo periodo. Sul piano tecnico, l'interoperabilità tra impianti, sistemi di accumulo e piattaforme di gestione è la precondizione per aggregare più soggetti in modo affidabile. Sul piano industriale, infine, la disponibilità di tecnologie mature e integrabili riduce i tempi e i costi di realizzazione.
L'Italia parte da una posizione favorevole: una rete infrastrutturale capillare, obiettivi climatici ambiziosi allineati al Green Deal europeo e un tessuto di piccole e medie imprese innovative in grado di sviluppare soluzioni specialistiche. Coniugare la spinta delle comunità energetiche con la disponibilità di superfici lungo ferrovie e autostrade può accelerare la transizione, avvicinando la produzione ai consumi e distribuendo i benefici economici sul territorio.
Una visione di sistema
Guardare ai corridoi di trasporto come a potenziali comunità energetiche significa ripensare il ruolo delle infrastrutture: non più semplici assi di mobilità, ma piattaforme multifunzionali che producono e condividono energia pulita. È una prospettiva coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e con la necessità di un sistema energetico più resiliente e distribuito. Per un'impresa come Green Ways, che sviluppa tecnologie dedicate all'integrazione delle rinnovabili nelle infrastrutture, questo scenario rappresenta il naturale orizzonte di sviluppo.
From Centralised Generation to Shared Energy
Italy's energy system is undergoing a profound transformation. The historic model — built on large centralised plants and a one-way flow of electricity towards consumers — is now being complemented by a distributed paradigm in which generation takes place ever closer to the point of use. Within this shift, renewable energy communities (RECs) are among the most promising instruments introduced by the European regulatory framework and adopted in Italy, designed to let citizens, businesses and public bodies produce, share and self-consume clean power at the local level.
Transport infrastructure — railways and highways — offers natural ground for this model. These are linear corridors that cross the country for tens of thousands of kilometres, with available surfaces, grid connection points and electrical loads distributed along their length. Integrating renewable generation into these axes means not only producing energy where it is needed, but also enabling new forms of sharing among the parties that gravitate around the infrastructure.
What a Renewable Energy Community Is
A renewable energy community is a legal entity that brings together multiple users — households, small and medium-sized enterprises, local authorities — connected to the same portion of the distribution network. Members install or participate in renewable plants and share the energy produced, benefiting from incentives on power that is self-consumed collectively. The objective set out in European legislation is not strictly financial: it is environmental, economic and social — cutting emissions, containing costs for participants and retaining locally the value that is generated.
The principle of shared self-consumption is particularly effective when production and consumption are close in time and space. Transport infrastructure has exactly this quality: stations, tunnels, service areas, electrical substations and signalling systems draw power continuously, while the broad surfaces alongside the routes offer space for photovoltaic generation without taking land away from other uses.
The Potential of Linear Corridors
According to sector analyses, Italy has a railway network of roughly sixteen thousand kilometres and more than seven thousand kilometres of motorways. To these can be added thousands of hectares of ancillary areas — embankments, barriers, yards, roofs — potentially suitable for solar installations. The FS Group has publicly stated its ambition to develop photovoltaic capacity on its own land, while the national recovery plan (PNRR) and Italy's 2030 targets are pushing towards a significant increase in installed renewable capacity.
The logic of the energy community adds a further dimension to this potential. It is not simply a matter of producing power for the infrastructure operator's own use, but of building local ecosystems in which the energy generated along a railway or motorway stretch can be shared with the municipalities it crosses, with businesses located nearby and with public utilities. The transport corridor thus becomes an energy backbone as well as a mobility one.
Integrated Technologies at the Service of the Territory
For this model to work, technological solutions are needed that are designed for the infrastructure environment and capable of generating, storing and managing energy under demanding operating conditions. Green Ways develops a portfolio of patented technologies conceived precisely for this context.
- KimaSOL and KimaSolRing: photovoltaic solutions designed for integration along infrastructure routes and surfaces.
- NYRA: a compressed-air, battery-free storage system that manages the mismatch between production and consumption without relying on components subject to rapid degradation.
- Gevy: a monitoring platform based on IoT and artificial intelligence, essential for coordinating distributed energy flows and verifying sharing quotas within a community.
- SMOX: a waste-to-energy technology aligned with circular-economy principles.
The combination of generation, storage and intelligent monitoring is what makes an energy community technically credible at infrastructure scale: without storage capacity, renewable power remains intermittent, and without precise monitoring, sharing among multiple parties becomes difficult to account for.
A Concrete Testing Ground
The path of technological validation also runs through pilot projects. Green Ways has signed a Memorandum of Understanding with RFI (Rete Ferroviaria Italiana) for the development of the EKO Energy Hub at the Bologna San Donato test circuit, a controlled environment in which to trial the integration of the various technologies under real railway conditions. Initiatives of this kind are decisive in turning a conceptual model — the energy community along the corridor — into a replicable technical configuration.
The Conditions for Scalability
The spread of energy communities along transport corridors will depend on several enabling factors. On the regulatory side, the stability and clarity of incentive schemes are decisive in attracting long-term investment. On the technical side, interoperability between plants, storage systems and management platforms is the precondition for aggregating multiple parties reliably. On the industrial side, finally, the availability of mature and integrable technologies reduces the time and cost of implementation.
Italy starts from a favourable position: a dense infrastructure network, ambitious climate objectives aligned with the European Green Deal, and a fabric of innovative small and medium-sized enterprises capable of developing specialist solutions. Combining the momentum of energy communities with the availability of surfaces along railways and highways can accelerate the transition, bringing production closer to consumption and distributing the economic benefits across the territory.
A System-Level Vision
Looking at transport corridors as potential energy communities means rethinking the role of infrastructure: no longer simply axes of mobility, but multifunctional platforms that produce and share clean power. It is a perspective consistent with the 2030 decarbonisation objectives and with the need for a more resilient and distributed energy system. For a company such as Green Ways, which develops technologies dedicated to integrating renewables into infrastructure, this scenario represents the natural horizon of its development.
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